Il Collezionista di Ninfe va in Metro a Torino

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Come giudichereste un tizio che si apposta in un luogo molto frequentato e scatta foto di nascosto a ragazze ignare? Come la prendereste se la ragazza foste voi o qualcuno che amate?
Non è un interrogativo campato in aria: è una situazione in cui potreste trovarvi se siete donne, se siete giovani e prendete la metropolitana di Torino.

Lo potremmo chiamare “Il Collezionista di Ninfe”: si firma Little William, ha sicuramente buon gusto nella scelta degli “esemplari” (sic) ed è assai produttivo e prolifico.
La pratica, che già sarebbe inquietante rimanesse reclusa nel privato dell’ “artista”, assume contorni illegali nel momento in cui tutti i primi piani – perfettamente riconoscibili – vengono spiattellati qui. Ovviamente senza preoccuparsi per nulla di occultare i volti delle ragazze (a volte, delle ragazzine).

 

Questa la scusa ufficiale:
«”Metropolitana di Torino. Surmodernità nel sottosuolo” è una serie di foto di strada aggiornata quotidianamente che raffigura ritratti in un non-luogo: la metro di Torino e i suoi passeggeri. Ragazze, nella loro surmodernità, colte nella privata e candida prospettiva dal fotografo Little William»

Hai capito, la surmodernità?

Surmodernità o meno, sui social network degli utenti torinesi inizia a girare qualche voce preoccupata:Ehi, ma quella sono io!“, si legge in qualche status decisamente interdetto.
E del resto non è sufficiente squarciare il velo del cattivo gusto per poter parlare di “arte” – ed entrare così nel meraviglioso mondo dei salvacondotti morali.
Si tratta a tutti gli effetti di un illecito civile (non di un reato), ai sensi di due leggi italiane: la legge per la Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio (legge n. 633 del 1941, artt. 96 e 97) e della famosa Legge sulla Privacy (decreto legislativo n. 196 del 2003).
Per capire quali foto si possono pubblicare e quali no, vi reinviamo a questo articolo della pagina facebook CheckBlackList, che è chiaro e spiega bene la materia.
L’illecito civile può portare a una richiesta di risarcimento dei danni, anche morali, e può diventare un reato se la diffusione oltrepassa il limite della diffamazione (ma è una situazione sostanzialmente rara).

Ma al di là dei comportamenti giuridicamente rilevanti, qualcuno deve essersi posto qualche altra questione, e soprattutto deve averla posta a Little William: perché solo ragazze? Perché tutte giovani e belle? Perché tra queste c’è sicuramente qualche minorenne? Non ti pare che in tutto questo ci sia un’ombra (ma giusto un’ombra) scabrosa? 
Il nostro eroe, lungi dal farsi qualche domanda, risponde piccato:

 

Gli interessa “l’anima”, a questo volpone.
E solo se non se ne accorgono – vorresti mai rischiare un ceffone ben assestato?

Mauro Loewenthal
@twitTagli 

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