Il boia Priebke ci ha mollati

Antefatto: tutto era iniziato quando avevo pregato gli dei del mio pantheon lovecraftiano di far gentilmente morire il capo di quella setta di fanatici, e poco dopo era morto Giovanni Paolo II.
Specificai che intendevo quello basso. La settimana dopo morì il nano del guinness dei primati.
Allora aggiunsi che gli piacevano le minorenni, e Michael Jackson passò a miglior vita.
Non mi diedi per vinto: “Il criminale che parla coi videomessaggi”. Uccisero Osama Bin Laden.
Così mi arrabbiai: “Allora, cazzo: si chiama S.B., passa il suo tempo a fare affermazioni deliranti e orge pansessuali e ha fatto i miliardi infinocchiando milioni di persone”.
Credevo di essere inequivocabile… Quando poi è morto Sai Baba ho realizzato che il dio Nyarlathothep non esiste, o se esiste ha un’incredibile propensione a prenderti per il culo.

Ecco perché, quando venerdì scorso mi hanno informato che a Roma si era spento un signore anziano, un criminale condannato agli arresti domiciliari noto per il suo delirio anticomunista, che non si era mai pentito e che aveva lasciato un videomessaggio, non mi sono fatto illusioni. Sapevo che non poteva essere Lui.

E infatti no, non era lui… ma diciamo che se proprio doveva morire qualcuno poteva andare peggio. Un personaggio talmente negativo che alla notizia della sua dipartita hanno sorriso persino Mariottide e Pirlo, i cui denti non si vedevano dalla detartrase del ’92. Parlo naturalmente di quel simpaticone di Erich Priebke.

priebke

Il soggetto non ha bisogno di molte presentazioni: come direbbe Leo Ortolani,

“Era talmente cattivo che ad Auschwitz aveva fatto mettere le docce a gettoni”.

Battuta in questo caso fuorviante: Priebke le docce a gettoni ad Auschwitz non le ha ma fatte mettere; in compenso nelle SS ci militava sul serio, e tra i suoi hobby c’era quello di fucilare italiani.

Lui però si è sempre dichiarato innocente: “Spuntavo solo la lista”Che è un po’ come se uno partecipasse ad un stupro di gruppo su una minorenne e poi si giustificasse dicendo: “No, ma io non ho violentato nessuno. Mi masturbavo guardando gli altri.

L’altra scusa tipica era “Eseguivo solo degli ordini”. Sì, con i tuoi tempi però, e a seconda di come ti veniva comodo: sono anni che ti diciamo “crepa bastardo”, ma per quello nessuna fretta, eh?

Forbici batte carta. Forbici batte Carta.

Se è vero che sono sempre i migliori che se ne vanno per primi, beh… Priebke si è spento alla bella età di 100 anni, compiuti lo scorso luglio. Va a raggiungere quell’altro simpaticone di Videla, quello che invece di fucilare le persone una ad una preferiva “caricarle su un aereo con un pallone, poi aprire il portellone, gettare il pallone e invitare i suoi oppositori politici ad andare fuori a giocare.

Questa non è mia, è di Silvio… che tra l’altro l’ha detta mentre era Presidente del Consiglio, e non un cretino che scrive satira su un blog – ma non sottilizziamo. Se vi sfugge qualcosa sul perché è sconveniente fare certe battute quando si hanno determinati incarichi istituzionali, mentre non è disdicevole in altre situazioni, vi suggerisco di ripassarvi le regole sull’importanza del contesto nell’umorismo nero. Se continua a sfuggirvi, potete sempre passarvi una falciatrice a bruciapelo sul pube, dicono aiuti.

Priebke e Videla dicevamo… immagino certe merende sinoire sulle rive del fiume Stige…

Il simpaticone con la svastica ha lasciato un videotestamento in occasione del suo centesimo compleanno. In esso dichiara di non rinnegare il suo passato, di essere stato perseguitato e che le camere a gas non sono mai esistite: c’erano solo delle enormi cucine. Il cui fornello si alimentava ad ebrei, ma questi son dettagli.

Dopo la sua morte, Priebke ha raccolto inaspettati consensi: il capo di una municipalizzata nominato da Flavio Tosi ha dichiarato “Addio Priebke, ora sei nei campi elisi”. Riportiamo questa dichiarazione perché, come diceva Andy Warhol, è giusto che anche questo anonimo cazzaro abbia i suoi 15 minuti di celebrità. Adesso può tornare a non essere nessuno come ieri.

Storace invece ha detto che pregherà per Priebke, e che comunque gli americani hanno fatto più vittime (tutti gli americani dal 1776 a oggi hanno fatto più vittime del solo Priebke? Beh, ma allora deve essere sicuramente una persona buona!).

Chiude l’avvocato del nazista: “La dignità e il silenzio con cui ha sopportato la sua persecuzione ne fanno un esempio di coraggio, lealtà e coerenza”. Come no: per quanto riguarda il coraggio, dopo la guerra è scappato come un topo in Argentina, e ci è rimasto per 40 anni; per non sbagliarsi sulla coerenza, ha assunto un’identità falsa e ha anche cambiato religione; per finire, ha negato di aver mai ucciso qualcuno.

Coraggio, lealtà e coerenza. Un po’ come “calma, dignità e classe”.

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Ora, fino a ieri nessuno aveva voluto celebrarne le esequie. Considerato che l’ultima volta che è entrato in una fossa ha fatto 335 morti, non è che mi sia sorpreso troppo che ora nessuno volesse accompagnarcelo. Per giunta, pare che nessuno sia disposto ad ospitare la salma, e qui invece non vedo il problema: lui i morti li gettava nelle fosse comuni e li ricopriva di spazzatura. Non è che manchino discariche abusive in Italia…

Quindi addio, Erich Priebke, questo è il “coccodrillo” che mi sono sentito di dedicarti. Magari ti va male, e magari un aldilà esiste: potresti presto scoprire che “SS. Trinità” non è il nome di un tuo collega.

Luca Romano

@twitTagli

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