Il 2014 al cinema: bilancio di un semestre (seconda parte – il peggio)

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[SEGUE: QUI LA PRIMA PARTE, “IL MEGLIO”] Ed eccoci alla seconda parte del nostro viaggio negli scorsi mesi di cinema in Italia.
La sezione più divertente: ci sono pochi piaceri nella vita paragonabili al brivido di pura soddisfazione provocato dallo stroncare un film. Una birra ghiacciata al tramonto di agosto, Scarlett Joahnsson che dichiara il suo amore per me, il Toro in Champions League: stroncare un film resta, al momento, il piacere più accessibile.
In generale, parlare male di qualcuno è senz’altro più divertente che parlarne bene. Per mia fortuna vivo in Italia, Paese dove l’industria cinematografica sta vivendo un rinascimento artistico e spirituale secondo solo ad altre gloriose forme di intrattenimento quali il curling, il collezionismo di coleotteri e le fan-fiction su Barbara D’Urso.

Per chi, come me, ama criticare, e in particolare criticare i film, pezzi del genere sono un’ottima occasione per farsi scappare qualche insulto facile; tuttavia, è sempre importante vivere seguendo l’imperativo del “de gustibus” e avere un senso dell’umorismo al riguardo. Chi scrive questo articolo ha visto Die Hard venti volte e si commuove sempre sul finale di Toy Story 3. Non sono nella posizione di giudicare nessuno, nemmeno quelli che amano Ferzan Ozpetek.
Cominciamo!

PEGGIOR FILM “DA OSCAR”: I sogni segreti di Walter Mitty, di Ben Stiller (19 dicembre 2013)

Uscito a cavallo tra lo scorso anno e l’inizio di quello attuale, “Walter Mitty” è talmente brutto che ho deciso di fargli scavalcare la release e inserirlo tra i titoli del 2014, tanta era la voglia di parlarne male.

L’ultimo film di Stiller, di cui avevo apprezzato i lavori precedenti, è un’insopportabile marmellata di buonismo, spiritualismo spicciolo da baci perugina, profondità e sentimentalismo da discount che si risolvono in un inno a tutto quello che c’è di sbagliato nel raccontare una storia e metterla in scena: dall’odiosa performance, l’ennesima, da “goffo tenerone” del suo protagonista ai presunti momenti “visionari” e accattivanti.

PEGGIOR FILM ITALIANO: Smetto Quando Voglio, di Sidney Sibilia (6 febbraio 2014)

Mettiamo subito in chiaro una cosa: “Smetto quando voglio” non è certamente la cosa peggiore che il cinema italiano abbia prodotto quest’anno: semplicemente, non mi metterò mai a recensire roba come il film con Pio e Amedeo o “Sapore di Te” di Vanzina.
“Smetto quando voglio” è il peggiore tra i film che almeno fanno quel minimo di lavoro per sembrare tali: sono stati montati con qualcosa di diverso da windows movie maker, girati da un essere umano, hanno una fotografia, per quanto brutta, e attori che non siano i protagonisti di una gag stupida di youtube.

Fatta questa doverosa premessa, mai nel 2014 un film mi ha fatto arrabbiare tanto quanto “Smetto Quando Voglio”: la storia è un plagio non autorizzato a Breaking Bad, spacciato per impegnata denuncia sociale.
La vena comica parte con l’ambizione di essere lo specchio cinico di un’epoca, mentre si risolve velocemente nell’avanspettacolo da cucina e tinello di cui sono colme fino a scoppiare le sale italiane da ormai 30 anni e passa.
Ad irritare, del lavoro di Sibilia, è anche l’insopportabile spocchia autoriale di chi sa di voler fare qualcosa di diverso, ma non ha la minima idea di come farlo.
Non basta voler fare cinema di genere, se poi si cade negli stessi, stanchi meccanismi di tutte le commedie italiane uscite negli ultimi anni.

MIGLIOR “GUILTY PLEASURE”: I, Frankenstein, di Stuart Beattie (23 gennaio 2014)

Dalla sala cinematografica al cestone dei dvd scontati di mediaworld, senza troppa gloria: la categoria “guilty pleasure” raccoglie quei film che sai essere brutti, ma che guarderai lo stesso divertendoti un mondo.

La prosecuzione della storia del mostro di Frankenstein, interpretato da Aaron Eckhart e dal suo indimenticabile mento, è un filmaccio di serie B con brutti effetti speciali, poco senso dell’umorismo e una trama demenziale che coinvolge Frankenstein in una lotta millenaria tra angeli e demoni. Gli angeli sono anche gargoyle.
Imperdibile.

PEGGIOR FILM CON SUPEREROI: The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro, di Marc Webb (23 aprile 2014)

Quando, per descrivere un film, devi cominciare parlando di “sequel del reboot” non è mai un buon segno.
Questo reboot in particolare, è la nuova versione che nessuno ha chiesto di uno dei più popolari personaggi di tutti i tempi. Ed è la versione meno interessante, più banale, patinata, fighetta, senz’anima che uno studio cinematografico potrebbe mai tirare fuori.

Infastidisce tutto, di questo film: dal titolo scelto dalla nostra distribuzione, mezzo in inglese e mezzo in italiano. Da un attore protagonista che non è mai nel personaggio, nemmeno per mezza scena, a una sceneggiatura scritta da 16 persone diverse e sempre cesellata al dettaglio per andare sul sicuro, non osare mai nulla di nuovo e compiacere più target possibili.

PEGGIOR “ORA E MEZZA BUTTATA”: Pompei, di Paul W. S. Anderson (20 febbraio 2014)

Straordinariamente sbagliato nella sua ambizione di mescolare Il Gladiatore e Titanic, cercando di tirare fuori dal nulla un qualche tipo di successo commerciale, l’ultimo film del marito di Milla Jovovich riesce a diventare il peggiore della sua filmografia (nonchè l’unico in cui non appaia Milla Jovovich. Coincidenza?).

Trama piatta come l’elettrocardiogramma di un abitante di Pompei, 3D invadente e un periodo storico ricostruito con green screen e tanta fantasia, Pompei è la testimonianza che 300 di Zack Snyder, a distanza di anni, non ha ancora finito di fare danni.

PEGGIOR FLOP ANNUNCIATO: Transcendence, di Wally Pfister (17 aprile 2014)

C’è sicuramente qualche merito, in un film che inizia con la pretesa di essere fantascienza speculativa, indagare questioni complesse e profonde sul futuro delle interazioni tra coscienza umana e intelligenza artificiale, sui limiti etici dell’evoluzione scientifica… e finisce con il trasformarsi in un fantasy ignorante e caciarone dove esplodono cose mentre gli attori hanno la faccia basita. 

L’esordio da regista del direttore della fotografia di fiducia di Chistopher Nolan somiglia… beh, alla fotografia dei film di Christopher Nolan: non certo un valore aggiunto.
Inserite Johnny Depp, che ultimamente trasforma in disastro commerciale tutto ciò che tocca, ed ecco il peggior film del 2014.

Davide Mela
@twitTagli 

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