Global Warming volume 3: è vero che si è fermato?

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Poche settimane fa è uscita una notizia, prima su Repubblica (a firma di Elena Dusi) e poi ripresa da Foglio e Libero: mi ha fatto trasecolare.
Nell’articolo della Dusi si sosteneva che dal 1998 a oggi la temperatura media della Terra (salita di 0.75° C dal 1880) è rimasta stabile: dunque, i modelli climatici non erano stati in grado di predire questo andamento, e in verità il riscaldamento globale si era fermato. Gli altri due giornali poi rincarano la dose, interrogandosi se questo famigerato riscaldamento globale fosse dovuto più a cause naturali che a fenomeni antropici.

La Dusi ha scritto una baggianata: la sconvolgente notizia sarebbe stata tratta da un articolo scientifico apparso su Nature Climate Change, dal titolo “Retrospective prediction of the global warming slowdown in past decade”. Ebbene, resterete stupiti (o forse no…): in questo articolo non si sostiene che il riscaldamento globale si è fermato, né che dal 1998 al 2012 la temperatura media della Terra sia rimasta costante. Perché non lo sostiene? Perché è falso: è falso sostenere che la temperatura della Terra sia rimasta costante in questi anni.

I dati della NASA  confermano: dal 1998 ad oggi la temperatura ha continuato a salire I dati della NASA confermano: dal 1998 ad oggi la temperatura ha continuato a salire

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Vediamo che nel periodo in esame la temperatura della Terra sta continuando a salire imperterrita. Allora cosa viene detto in questo articolo? Viene detto che il global warming ha subito un rallentamento in questi quindici anni: ossia che sembra che la curva della temperatura non salga con la stessa pendenza con la quale stava salendo negli anni precedenti. Per i giornalisti che traducono “slowdown” con “stop di 15 anni” consiglierei vivamente un corso di inglese accelerato, giacché vuol dire “rallentamento”.

L’articolo poi ribadisce che lo sbilanciamento tra l’energia in uscita dalla Terra e quella in entrata è molto sostenuto, fenomeno causato dal crescente e famoso effetto serra (causato dai gas immessi dalle attività umane). Il rallentamento è spiegabile come una naturale variabilità, che oggi mitigherebbe la crescita del riscaldamento globale. Resta il fatto che valutare un fenomeno di riscaldamento globale solo tenendo conto degli ultimi 15 anni è poco serio: 15 anni sono troppo pochi per poter trarre delle conclusioni fisiche accertate, e molto difficilmente si è di fronte ad un’inversione di tendenza. Da questo, molto possiamo imparare su come i media trattano l’argomento scienza: nel primo passaggio, dall’articolo scientifico originale a Repubblica, si è passati da un “rallentamento del Global Warming” al “Il mistero della Terra che non si riscalda più”. Nel secondo passaggio si è passati dal titolo (già sbagliato) di Repubblica al titolo di LiberoIl riscaldamento globale non c’è, ma ci è già costato 300 miliardi”, con sottotitolo “Ora è ufficiale: nell’ultimo decennio la temperatura sulla Terra non è aumentata” e con occhiello “Ambientalisti smentiti” – ricordiamo che Libero sul tema è recidivo, avendo affermato in passato che che il riscaldamento globale è una balla e che nel Medioevo faceva caldo come adesso.

Libero non si ferma qui: cita un articolo di Fred Pierce su New Scientist che –  secondo loro – avrebbe confermato che negli ultimi 15 anni il riscaldamento globale si è in un modo o nell’altro fermato. Balle: Pierce (che da buon divulgatore scientifico mai si sognerebbe di sostenere una tesi del genere) spiega nel suo articolo che Met Office ha sovrastimato nei suoi modelli il rate di crescita di temperatura in questi 15 anni; che è cosa ben diversa dal dire che si è fermato: ha solo rallentato la sua crescita. Ma siamo davvero noi a creare tutto ciò?

claudio cassardo global warming (Dati Noaa: si ringrazia il prof. Claudio Cassardo per l’immagine)

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Il grafico della Nasa in apertura del nostro articolo si riferisce all’andamento della temperatura dal 1880 ad oggi, mediata su tutta l’intera superficie globale. Qui sopra, invece, un altro grafico mostra la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera dal 1960 ad oggi registrata a Mauna Loa (Isole Hawaii, abbastanza distante dalle grandi città da non avere influenze esterne). Come si può notare molto bene le due rette coincidono:

 

co2_temp_1900_2008 global warmingùIn epoca pre-industriale, come mostra l’immagine a lato, la concentrazione di CO2 in atmosfera non era mai salita oltre i 280 ppm. In questi giorni (è notizia recente) abbiamo sfondato la soglia dei 400 ppm in atmosfera.

Per gli scettici del riscaldamento globale, in ogni caso, non sta succedendo assolutamente niente. E il problema nasce anche dal fatto che troppi “divulgatori scientifici” (o presunti tali) fraintendono il senso degli articoli, in nome dello scoop giornalistico.

Alessandro Sabatino
@twitTagli

(L’autore ringrazia il prof. Claudio Cassardo per le immagini)

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