Giovanni Cassanese e la finta realtà della street photography

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Ogni giorno viviamo in un’allucinazione estetica della realtà”.

J. Baudrillard

Giovanni Cassanese è un fotografo ma è anche un dipendente statale (“che di questi tempi…”, come scrive lui stesso qui) e crede profondamente nel kayfabe; ah, ma non tutti seguono il wrestling, quindi è il caso di spiegare.

Nel linguaggio dei wrestler  kayfabe significa “illusione”e indica il gioco che fa sembrare spontaneo tutto ciò che invece – in questo “sport recitato” – è finzione scritta a tavolino; chi perde, chi vince, persino chi sanguina e si fa male.
Durante gli incontri il pubblico urla “don’t break the kayfabe”: per favore, almeno a volte, nella vita, risparmiateci la realtà e lasciateci credere che quello che vediamo sia vero.
Con lo stesso spirito Cassanese interpreta il suo lavoro dietro l’obbiettivo: tutelando la magia della finzione. Cassanese ritrae lottatori in tutine trash ma anche i lanciatori di arance di Ivrea, parate del Gay Pride, eventi gitani e persone, semplici e peripatetiche persone per la strada: l’osservatore è gentilmente invitato ad abbandonarsi all’illusione e credere a ciò che vede.

Intanto, noi apprezziamo il suo lavoro e pubblichiamo nella gallery a lato alcuni scatti dell’album Kayfabe che potrete vedere nella sua totalità sul suo sito : si tratta di foto scattate a Pavia il 13 Febbraio 2011 in occasione di un evento organizzato dalla ICW (Italian Championship Wrestling).

@twitTagli

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