Fra poco in Parlamento: Augusta Montaruli, Fratelli d’Italia

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Augusta Montaruli è uno dei volti giovani di questa tornata elettorale ma non è certo una debuttante in politica.  Torinese, 29 anni, dal 2010 siede nel consiglio regionale del Piemonte ed è attualmente dirigente nazionale della Giovane Italia, movimento giovanile del Pdl. Si avvicina alla politica a 16 anni quando entra a far parte delle formazioni giovanili di Alleanza Nazionale, dove ricopre prima il ruolo di responsabile del movimento studentesco, poi di presidente provinciale e dirigente nazionale del movimento universitario Azione Universitaria. Celebre il siparietto televisivo che l’ha vista battibeccare con Marco Travaglio in una puntata di Annozero, ai tempi delle rivelazioni della escort Patrizia D’Addario. Recentemente ha scelto di aderire a Fratelli d’Italia, formazione politica nata in seno al Pdl ed afferente a Ignazio La Russa, Guido Crosetto e Giorgia Meloni che l’ha candidata alla Camera.

Come avete vissuto nei vari circoli l’illusione delle primarie poi la delusione e infine la sostanziale “gaffe”?

Come una presa in giro nei confronti degli italiani. Il punto non era più fare o no le primarie. Il punto è che quando fai una promessa bisogna mantenerla e il Pdl la stava invece tradendo

Perché questa volta dovreste riuscire a realizzare la “rivoluzione liberale” che Berlusconi non è riuscito a portare a termine nelle passate esperienze di governo?

Credo che l’Italia non abbia bisogno di rivoluzioni da slogan ma di cose concrete che non possono essere ricomprese sotto un’etichetta ma sono solo il frutto del buon senso. La diminuzione della pressione fiscale, del costo del lavoro, delle tasse è stato un progetto avviato nel corso dei Governi Berlusconi ma arrestato. Ora ci presentiamo con chi anche nel corso del Governo tecnico ha cercato di contrastare quelle azioni contrarie ai provvedimenti che riteniamo servano al Paese. Meloni, Crosetto, La Russa in tal senso sono una garanzia.

Il Pdl è sempre stato il punto di riferimento per la classe imprenditoriale e in particolare per la piccola-media impresa. Quali sono le risposte che pensate di dare alla crisi che sta colpendo gravemente soprattutto le piccole medie imprese e il comparto manifatturiero italiano?

La diminuzione delle tasse, del costo del lavoro ma anche la non pignorabilità dei mezzi di lavoro da parte di Equitalia, il non aumento dell’Iva, il pagamento puntuale dei crediti da parte degli enti pubblici, e una politica seria e rigorosa nei confronti delle banche: inaccettabili quei 3,9 miliardi di euro a MPS e alle banche se loro per prime non aiutano gli italiani, imprese e famiglie garantendo credito.

Hai scelto di aderire a Fratelli d’Italia, in cosa questa nuova formazione è diversa dal Pdl e quale potrà essere il vostro apporto ad un’eventuale esperienza di governo e all’Italia?

E’ diversa per tanti motivi ma se ne devo dire uno senza dubbio questo: mai con la sinistra e mai con Monti, per il tipo di politica fallimentare che rappresentano

19 anni sulla scena politica, 15 a capo del governo: secondo te che cosa può ancora dare Berlusconi a questo paese? Cosa può portare di diverso rispetto alle precedenti esperienze?

Berlusconi può essere il padre nobile di quel centrodestra a cui la maggioranza degli italiani guarda con attenzione. E’ il centrodestra pero’ che deve assumersi la responsabilità di trovare nuove energie. In tal senso queste elezioni politiche potranno essere le primarie che il Pdl non ha voluto.

Secondo te perché molti italiani si fidano ancora di Berlusconi? Qual è il suo vero punto di forza, quello che fa presa sulla gente?

Il suo contatto diretto ed umile con le persone che taglia le distanze .

Lavoro (soprattutto per i giovani), crisi, recessione, pressione fiscale: come intendete rispondere a questi e agli altri problemi che tengono ferma l’Italia?

Intanto al contrario di quando pensa il Prof. Monti per noi la crisi non è condizione necessaria ad abbattere lo Spread e tra uno Spread dettato dai teoremi di finanza e le tasche dei cittadini noi prestiamo più attenzione a questi ultimi tanto che pur condividendo una politica di rigore dei bilanci pubblici riteniamo che questa debba avvenire secondo una logica di efficienza e giustizia sociale  prestando più attenzione a famiglie ed imprese che a banche , diktat germanici e finanziari. Solo così si abbatte la recessione: tornando a rinvestire e lo Stato per primo deve farlo in tutti i campi a cominciare da un piano nazionale industriale serio che nel nostro Paese manca da anni. In tal modo, rimettendo in circolo l’economia, si può sperare ad avere nuovamente una crescita e quindi risolvere la piaga della disoccupazione che attanaglia giovani ma anche meno giovani

Alessandro Porro
@alexxporro

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