Dieci gol entrati nella leggenda del calcio

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Dieci sole posizioni disponibili (limitazione autoimposta), una memoria storica diretta che arriva al massimo a metà anni ’80, il rimpianto di non poter vedere molto di Mazzola, Di Stefano, Puskas, Schiaffino e soci su Youtube. La certezza di aver dimenticato qualcosa.
Questi sono i sentimenti e i presupposti con i quali sono stati scelti i dieci gol che seguono, proposti in ordine assolutamente casuale ma tutti entrati a pieno titolo nella leggenda del calcio.

 

ROBERTO CARLOS E LA PUNIZIONE “A SPIRALE”

Un esterno sinistro sovrumano, che sfida le leggi della fisica, quello scagliato a 120 chilometri l’ora dall’esterno sinistro brasiliano in un’amichevole del 1997 contro la Francia.
Un bolide da 35 metri e da posizione centrale rispetto alla porta traccia una traiettoria in grado di aggirare la barriera (prima) e rientrare verso la porta (poi).
Anche in movimento, Roberto Carlos segnava gol così.

 

IL DESTRO AL VOLO DI VAN BASTEN

Il Cigno di Utrecht trasforma in oro il cross, non esattamente teso, di Arnold Mühren, calciando al volo di destro da posizione impossibile e scaraventando il pallone alle spalle di Dasaev. 
È il raddoppio per l’Olanda, in finale contro l’Urss, a Euro ’88. Gli Oranje di Rinus Michels alzeranno al cielo la coppa, unico trofeo internazionale della loro storia calcistica.

 

LA BICICLETTA DI DJORKAEFF

Il numero 6 francese dell’Inter sale fino al terzo piano e raddoppia contro la Roma: è il 5 maggio del 1997. Forse è la “bicicletta” più famosa del calcio dopo quella di Silvio Piola.
L’anno successivo l’immagine di questo straordinario gesto tecnico-atletico sarà il visual della campagna abbonamenti della Beneamata.

 

IL “GOL DEL SECOLO” DI MARADONA

Quattro avversari saltati più il portiere, dieci secondi di scatto, dodici tocchi, sessanta metri di campo: l’Argentina in apoteosi, l’Inghilterra all’inferno. Cinque minuti prima, non dimentichiamolo, Diego aveva segnato il gol di mano più famoso di tutti i tempi.
Mondiali del Messico, 22 giugno 1986.

 

MESSI COME DIEGO

La Pulce imita il suo grande maestro deliziando il Camp Nou, contro il Getafe. Nessun si è mai avvicinato tanto a D10S.
Anzi, secondo qualcuno Lionel è ancora più grande di Diego.

 

ZIDANE AFFONDA IL BAYER LEVERKUSEN

Zizou segna un gol forse non altrettanto iconico, ma più difficile di quello di Van Basten: il traversone di Roberto Carlos, infatti, spiove praticamente “a goccia” e, proveniendo dalla medesima fascia, non permette a Zizou di “incrociare” sfruttando la velocità dell’assist.
Zidane, inoltre, destrorso come Van Basten, calcia con il piede sinistro. Tedeschi battuti, la Champions vola a Madrid.

 

UN GOL DA “FENOMENO”

Ronaldo Luís Nazário de Lima, per tutti “Il Fenomeno” e per alcuni “Ronaldo quello vero”, segnava reti come questa (contro il Compostela, 1997).
Quando la Nike utilizzò la sequenza di questa azione prodigiosa per un suo spot, sette giocatori avversari fecero causa, sentendosi umiliati dalle prodezze di Ronnie.

 

LA SVEZIA SI INCHINA A PELÈ

Il giorno che il mondo conobbe O Rei fu quello della finale dei Mondiali svedesi del 1958. Nella nazionale di Garrincha e Vava, un Pelè diciassettenne era già in grado di incantare il pubblico e annichilire gli avversari.

 

IL RUGGITO DEL GIOVANE OWEN

Almeno dai tempi della guerra delle Falkland, Argentina-Inghilterra non è una partita come tutte le altre. Se i gauchos hanno avuto Maradona (vedi sopra) nell’86, i sudditi di sua maestà hanno avuto Michael Owen nel 1998.

 

IL PALLONETTO DELLA FARFALLA GRANATA

Gigi Meroni, la Farfalla Granata, pennella un incredibile pallonetto dall’area di rigore all’incrocio dei pali. Siamo a San Siro, nel 1967: la Grande Inter di HH perde l’imbattibilità casalinga dopo tre lunghi anni.

 

Andrea Donna
@AndreaDonna

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