Di statue coperte e scaricabarili

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Intendiamoci: l’incontro tenutosi a Roma con il Presidente Rouhani è stato un successo. L’Italia ha siglato accordi commerciali per 17 miliardi e questo, soprattutto in tempi di crisi economica, è un bene.

Tutta la gazzarra scoppiata sulla vicenda delle statue coperte per non offendere il leader iraniano è dunque un tantino grottesca.
È tuttavia rappresentativa di un certo modo di fare di Renzi e del suo esecutivo: se il Governo Renzi da un lato ha fatto della retorica del “fare” e del “metterci la faccia” una stella polare, dall’altro non ha appieno metabolizzato il concetto espresso da uno dei testi fondamentali della cultura occidentale, Spiderman.
Come dice il buon zio Ben: da grandi poteri derivano grandi responsabilità.

Questa vicenda è un caso di scuola: a fronte di un evidente fallimento mediatico, causato dalla notizia di questa “genuflessione” nei confronti dell’intransigenza islamica, non è apparso nessun responsabile della decisione presa, come se fosse credibile che la Presidenza del Consiglio dei Ministri non abbia sotto controllo anche nei più piccoli aspetti un incontro di una tale rilevanza economica e di relazioni internazionali.

E non è la prima volta che, di fronte ad un fallimento piccolo o grande, non si riesca mai a trovare neanche un responsabile del Governo, con l’avvio di uno scaricabarile che a volte è persino esilarante.
Renzi deve capire che se interpreta il ruolo dell’uomo solo al comando, lo deve fare sino in fondo, anche quando c’è da mettere la faccia nei momenti difficili, altrimeni il “giochino” non funziona…

Domenico Cerabona

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