Di primarie e dintorni – #my2cents

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La discussione sulla funzione delle primarie potrebbe impegnare migliaia di battute e non voglio cominciarla qui. Però ammesso e concesso che le primarie siano uno strumento utile per la partecipazione nei partiti di massa del XXI secolo, perché non mutuare le buone pratiche di quei paesi dove – tendenzialmente – funzionano, invece che continuare ad usare metodi assurdi studiati apposta per generare infinite discussioni e ricorsi?

Le primarie americane forse non possono essere un modello perché è un sistema troppo distante dal nostro, ma perché non guardare cosa fa il The Labour PartyUn metodo semplice: se sei iscritto voti, se non sei iscritto hai tempo fino ad un certo periodo per dichiararti sostenitore e ottenere il diritto al voto. Non mi venite a dire che è un metodo che allontana gli elettori perché a migliaia si sono avvicinati al Labour per votare Jeremy Corbyn e non solo e quasi duecentomila in più si sono iscritti al Partito in seguito al congresso.
Ed Miliband ha avuto il coraggio di fare questa riforma del Partito Laburista, Bersani ci ha provato per le primarie del 2012 senza però incidere veramente sul regolamento. Matteo Renzi ha i numeri e la forza per aggiustare veramente questa stortura che sta portando il Partito Democratico a implodere a livello locale ad ogni consultazione. Perché non provarci?

Domenico Cerabona 
@DomeCerabona

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