Clinton e Blair: perché nel Pd c’è chi odia due “di sinistra”?

Clinton e Blair

Non sono un economista, lo premetto da subito per evitare che prendiate come oro colato quello che leggerete di seguito. Però sono un osservatore politico e alcuni aspetti economici ovviamente influiscono sulla politica,  in maniera preponderante.

E uno dei più grossi misteri, almeno per molti osservatori, è l’avversione di una buona parte della sinistra italiana per due figure che dovrebbero essere considerate come esempi da seguire: Bill Clinton e Tony Blair.

Invece, il gotha della sinistra italiana (in particolare quella corrente definita dei neokeynesiani), vede i due in questione come il fumo negli occhi. Fino a poco tempo fa ero convinto che fosse il classico caso di “massimalismo all’italiana”, ovvero i soliti duri e puri della “O rivoluzione o niente“.

Un bel giorno, però, sono incappato in questo episodio di “The Newsroom”, una serie tv della quale parleremo qui su Tagli:

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=p5gYCDgoyuo]

Sì, lo so, è in inglese, per di più parlato molto velocemente. Per dirla in breve, in questa scena parlano “in parole povere” della differenza tra banca commerciale e banca d’affari. In sostanza la banca commerciale gestisce i soldi dei conti correnti dei risparmiatori, e lo fa in maniera oculata, con scarso rischio e scarso guadagno. Invece la banca d’affari ha a disposizione soldi di investitori che vogliono guadagnare molto e, come conseguenza, sono disposti a rischiare molto.

Ora: una delle principali ragioni della crisi del ’29 era stata la assoluta mancanza di distinzione tra questi due tipi di banche; quindi ogni istituto di credito aveva la possibilità di “scommettere” i soldi dei risparmiatori.

Nel 1933 negli Stati Uniti venne introdotta una legge per porre rimedio a questa situazione: fu il Glass-Steagal Act, una legge che alzava un muro tra i due tipi di banche e che, sostanzialmente, metteva al sicuro i soldi dei risparmiatori. Parafrasando il video, in seguito a questa legge gli USA (e il mondo occidentale di conseguenza) hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale, hanno portato l’uomo sulla luna e messo un PC in ogni casa.

Ma che c’entrano Clinton e Blair? Nel 1989 con Ronald Reagan (e in parallelo, con la Thatcher in Inghilterra) iniziò una sorta di attacco alle regole del mercato finanziario, incluso il Glass-Steagall Act. Anzi, si può dire che esso era il perno di quell’impianto di regolamentazione finanziaria.

Ma, come sentite nel video, il Glass-Steagal fu completamente abolito solo nel 1999, durante il mandato di Bill Clinton. L’abolizione di quella norma ha esposto il mercato finanziario alla speculazione che tutti conosciamo: è sufficiente contare il numero di bolle speculative scoppiate negli ultimi 10/12 anni, e che hanno mandato sul lastrico milioni di persone, forse miliardi.

Ronalg Reagan e Margaret Thatcher

In sostanza, l’accusa che si fa a Bill Clinton è di aver continuato nell’opera di deregulation reaganiana, cosa che in teoria non dovrebbe essere nelle corde di una sinistra liberal. E accuse molto simili si fanno a Tony Blair (per esempio dal grande scrittore Jonathan Coe), di cui grosso modo si dice di aver nascosto – sotto il mantello del New Labour – la continuazione del lavoro liberista della Lady di Ferro (sarebbe troppo lungo da spiegare, ma anche il mercato finanziario inglese – il secondo più importante del mondo – ha subito una progressiva deregolazione durante i mandati di Blair).

Devo ancora decidere se questa analisi mi ha convinto oppure no; ma forse è il caso di dire che non è proprio del tutto campata in aria.

Domenico Cerabona
@DomeCerabona

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